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come rinvasare le piante

Il Rinvaso delle Piante

Avete acquistato una nuova pianta, da interni o da esterni: nel 90% dei casi, ora dovete subito procedere con il rinvaso. Vietatissimo,infatti, lasciarla nel vasetto da vivaio, che è (quasi) sempre troppo piccolo per accogliere lo sviluppo impetuoso della piantina. Le eccezioni? Ve le raccontiamo fra un po’.

Ma il rinvaso è necessario anche per le piante che già avete, in casa e in balcone, se durante la scorsa bella stagione sono cresciute parecchio, ma anche se sono poco cresciute rimanendo da anni nello stesso vaso: il substrato si esaurisce nel tempo, e deve essere sostituito, anche se magari il vaso rimane il medesimo.

Infine, serve il rinvaso quando il contenitore si rompe, per esempio cadendo con il vento o venendo preso in malo modo o scivolandovi di mano o semplicemente con l’alternanza caldo/freddo sul terrazzo.

Le misure dei vasi

Le misure dei contenitori si indicano attraverso il diametro (del 18, del 24, del 32 ecc.) oppure, in caso di contenitore quadrato o rettangolare, indicando le tre misure (lunghezza, larghezza, altezza, per es. 30 x 20 x 20 cm). Attenzione: sul fondo del vaso trovate il diametro del fondo, che vale per i contenitori cilindrici, mentre quelli a campana avranno un diametro al bordo molto più grande, che non fa fede (la misura corretta è il diametro basale).

Di solito, si rinvasa in un contenitore di due misure in più se la pianta sta veramente molto stretta, di una misura in più se invece l’esemplare non è così cresciuto, ma molto dipende dalla specie, ossia dallo sviluppo che avrà nel corso della stagione: alcune annuali, vendute in un vasetto del 14, per fiorire bene hanno bisogno di tre o quattro misure in più (es. Dianthus, gerbera, bocca di leone, surfinia ecc.).

Vasi troppo piccoli rispetto all’apparato radicale compromettono l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle radici, portando a un indebolimento della pianta. Attenzione però a non fornire contenitori troppo grandi, che potrebbero penalizzare la fioritura (es. nasturzio, Hoya, clivia, sansevieria, zamioculcas ecc.). Nel caso di composizioni, infine, se sono costituite da piante annuali mantenetevi un pochino più stretti per avere una fioritura ricca e compatta; viceversa se sono specie perenni.

Quando fare il rinvaso

Ve lo dicono le piante stesse: procedete subito se le radici fuoriescono dal foro di drenaggio sul fondo del vaso o dalla superficie del terriccio. Quando le acquistate, è il caso delle piante annuali da fiore per il balcone, mentre è meno facile per i rosai e gli arbusti, che però spesso stazionano già da anni in quel contenitore. Per le piante grasse è addirittura sconsigliato il rinvaso per almeno un anno dall’acquisto se le dimensioni del contenitore sono sufficienti. Anche le orchidee vanno rinvasate solo dopo che le radici spuntano in abbondanza fuori dal substrato, anche ogni 3-4 anni. Alcune specie poi devono “stare strette” se volete che fioriscano: è il caso dei gerani, che vanno sì rinvasati ma in una, massimo due misure in più.

Il periodo migliore per i rinvasi è compreso tra marzo e maggio, quando le piante sono in attiva crescita, rischiano di occupare velocemente tutto il contenitore e hanno le risorse giuste per adattarsi velocemente alla nuova “casa”. Però, se il nuovo arrivo si presenta in estate, nulla vieta, se necessario, di traslocarlo subito. In autunno e inverno, invece, è meglio lasciare la pianta dove sta; unica eccezione: se il vaso si rompe in modo tale che il terriccio o l’acqua fuoriescano.

Come si fa il rinvaso

Versate sul fondo del vaso uno strato di ghiaia grossa o argilla espansa alto 3-5 cm secondo la profondità del contenitore. Su di esso ponete 3-4 cm di terra nuova, adatta alla specie che state rinvasando (es. per piante da fiore se si tratta di annuali da balcone, per acidofile se rinvasate un’azalea ecc.).

Svasate la pianta, appoggiate la zolla (che deve rimanere intera) sul terriccio nel vaso per verificare che il colletto rimanga 3 cm sotto il bordo del vaso. Quindi riempite lo spazio attorno alla zolla con il terriccio, rimanendo 3 cm sotto il bordo del contenitore, pressate bene con le dita e innaffiate in abbondanza, con delicatezza, lasciando scolare l’acqua in eccesso. 

Per la prima settimana dopo il rinvaso, fra aprile e settembre la pianta da esterni va tenuta all’ombra. Tutte le piante appena rinvasate vanno seguite con molta attenzione nelle prime due settimane per cogliere eventuali segnali di grave malessere: l’ingiallimento o la perdita di qualche foglia rientra nella normalità, l’appassimento duraturo invece è un segno di grave stress (e di aver sbagliato qualcosa nell’operazione).

Quali piante NON si rinvasano subito

Vi ricordate? All’inizio abbiamo scritto che il rinvaso riguarda il 90% delle piante appena acquistate. Tolte le orchidee e le succulente, di cui abbiamo già scritto la periodicità, esiste un’altra grande categoria di piante da NON rinvasare subito dopo l’acquisto. Si tratta delle piante perenni in piena fioritura, soprattutto se avviene fuori stagione. Esempi: elleboro fra dicembre e marzo, ranuncoli e anemoni fra gennaio e aprile, camelie fra novembre e aprile, ortensia fra febbraio e maggio, azalea/rododendro fra ottobre e aprile, crisantemo fra settembre e novembre ecc.

Non dovete rinvasarle dopo l’acquisto perché l’operazione comporta stress e la pianta reagisce facendo cadere o seccare i boccioli e interrompendo la fioritura. Vanno invece rinvasate appena terminano la fioritura.

Ma come fare ad assicurare la necessaria umidità anche in un vasetto così piccolo come quello da vivaio? Piccolo trucco: prendete un vaso di 4 misure in più, mettete sul fondo 3 cm di terriccio anche esausto, appoggiate sopra il vaso con la pianta, riempite l’intercapedine fra i due vasi con altro terriccio, annaffiate bene questa terra riempitiva in modo che rimanga sempre umida (senza sottovaso). In questo modo potrete ridurre le annaffiature del pane di terra, perché rimarrà più fresco rispetto al vaso singolo.

Come fare durare a lungo la fioritura della mimosa recisa

Conservare i rami di mimosa

Sai quando è che le mimose iniziano a fiorire, portando quel profumo di primavera nell’ aria?
E un momento magico dell’ anno, ma purtroppo quei delicati rametti gialli appassiscono in fretta Beh …, ci sono alcuni trucchetti per conservare i rami di mimosa più a lungo e goderti la loro bellezza per più tempo !
Continua a leggere per scoprire come conservare al meglio questi ramoscelli primaverili per decorare la tua casa con un tocco di gioia.


I nostri segreti per prolungare la durata della mimosa recisa

Posizionare la mimosa in un luogo fresco

Colloca il vaso in un luogo luminoso ma lontano da fonti di calore come caloriferi, perché la mimosa non ama l’aria secca e le temperature superiori ai 20°C.
La luce diretta del sole può bruciare i delicati fiori gialli.

Scegliere il vaso giusto

Scegli un vaso ampio e pulito, riempito per circa un terzo di acqua fresca e pulita.
Aggiungi 2-3 gocce di limone per acidificare l’acqua e raggiungere il pH ideale per la mimosa.
Se ci sono boccioli non ancora sbocciati, aggiungi acqua tiepida in modo che possano aprirsi

Cambiare l’acqua regolarmente

Controlla regolarmente il livello dell’ acqua e cambiala ogni 2-3 giorni. Questo fornirà alla mimosa acqua fresca e pulita, prevenendo lo sviluppo di batteri e mantenendo il giusto pH.
La mimosa durerà più a lungo se le condizioni rimangono perfette.

Rimuovere le foglie appassite

Rimuovere le eventuali foglie secche o danneggiate alla base dei gambi le quali a contatto con l’ acqua potrebbero marcire più velocemente


Idee creative per decorare la Casa con i rami Di Mimosa

Essiccare i rami per profumare gli ambienti

Se ami il profumo della mimosa, essiccarne i rami è un ottimo modo per conservarlo. Dopo aver scelto dei rametti con molti fiori, avvolgili in carta assorbente e legali insieme, poi appendili a testa in giù in un luogo buio e asciutto. In un mese circa, il mazzetto sara essiccato e pronto per essere usato come profumatore naturale per la tua casa. Posizionalo in una ciotola o in un contenitore decorativo e il dolce aroma della mimosa durerà per mesi.

Creare composizioni floreali

I rami di mimosa, con i loro piccoli fiori gialli, sono perfetti per realizzare delle composizioni floreali primaverili. Puoi creare un semplice mazzo di rami di mimosa da posizionare in un vaso, oppure realizzare una composizione più elaborata aggiungendo anche altri fiori di stagione come tulipani, narcisi o margherite.
 Se hai a disposizione diversi rami, prova a disporli a strati in un contenitore trasparente, alternandoli con fogliame verde.
 Otterrai un effetto naturale molto scenografico.

Decorare porte e finestre

I rami di mimosa sono ideali anche per decorare porte, finestre.
Disponili simmetricamente attorno alle porte o alle finestre, legandoli tra loro con un nastro colorato che si intona con l’arredamento, oppure annodali singolarmente alle ringhiere di scale o balconi.
L’effetto sarà molto scenografico e primaverile, e potrai goderti la bellezza e il profumo dei fiori ogni volta che entri o esci di casa.
In alternativa, prova a realizzare una ghirlanda di mimosa intrecciando i rami tra loro per decorare una porta. Aggiungi anche nastri, campanelle o altri elementi decorativi per un look ancora più romantico e primaverile.

Ricapitolando

Adesso che sai come conservare i rami di mimosa per farli durare più a lungo, è il momento di mettere in pratica questi consigli.
Scegli i rami più belli e sani, tagliali nel modo giusto, mettili in un vaso con acqua e cambia l’acqua ogni 2-3 giorni.
Con un po’ di attenzione e cura, potrai goderti questi delicati fiori gialli molto più a lungo.
Quindi divertiti a creare composizioni eleganti con i tuoi rami di mimosa, e condividi la loro bellezza con i tuoi cari.


 

Creare in casa un effetto giungla con le piante

Verde indoor nel basket

Amate l’ “effetto giungla” indoor?
Per ricrearlo fra le mura domestiche Vi proponiamo due soluzioni:

  • Circondatevi di piante tropicali dalla crescita indomabile e dalle foglie enormi – consigliate solo se vivete in ampi spazi
  • Utilizzare varietà esotiche, ma capaci di creare cascate di foglie che evochino quelle delle foreste amazzoniche

La seconda soluzione è indubbiamente più pratica in quanto può essere perfetta anche per un monolocale in quanto è sufficiente possedere una mensola o uno scaffale dove appoggiare il vaso o la ciotola, oppure agganciare al soffitto un basket o ancora attaccare alla parete una staffa per sorreggere il cestino.


Aeschynanthus

La pianta rossetto
È nota come “pianta rossetto”perché i piccoli fiori rossi tubulari ricordano proprio un tubetto di rossetto.
Aeschynanthus e la traduzione italiana, eschinanto,le varietà più comuni sono: ‘Twister’ ‘Mona Lisa’ e ‘Rasta’, differenti per il fogliame.
Tutti gli Aeschynanthus possiedono belle foglie ovato-lanceolate, verde smeraldo, cuoiose, alterne sui lunghi rami (fino a 80 cm) ricadenti.
Le varietà possono sfoggiare foglie carnose o addirittura spiralate come le trecce rasta.
Aeschynanthus nel periodo estivo produce una ricca fioritura di corolle rosse, arancioni o bordeaux che si prolunga fino all’inizio dell’autunno.
Amano una temperatura ambiente, molta luce ma non la luce solare diretta.
Annaffiatela con moderazione e regolarità appena il terriccio si sta asciugando (ma in inverno solo quando è già quasi asciutto).
Da Aprile a Settembre, concimatela con un prodotto liquido per piante da fiore ogni 10 giorni, se volete che rifiorisca.

Pothos

Quasi tutti pensano che “Pothos” sia il nome scientifico in realtà il suo nome in latino è Scindapsus aureus
Il Pothos è vivamente raccomandato per situazioni limite: stanze senza finestre, studi medici, uffici.
Si fa prima a elencare i suoi pochi punti deboli: il freddo (sotto 8 °C le foglie anneriscono) e il sole diretto (le foglie si bruciano).
Vive tantissimi anni su un tutore muschiato, o pendente anche per 4-5 m, tanto da poter essere attaccato con le graffe da quadri alle pareti domestiche.
La sua bellezza sono le foglie cuoriformi verdi e gialle o verdi e bianche in funzione della varietà.
Si annaffia su terriccio asciutto, si concima con un prodotto liquido per piante verdi fra marzo e settembre, si rinvasa ogni 2-3 anni con 2 cm di argilla espansa sul fondo e un buon terriccio per piante verdi.

Chlorophytum

Nastrino dalle lunghe foglie.
La chiamano nastrino in quanto le foglie assomigliano a lunghi nastri.
Pur essendo una pianta originaria del Sud Africa, a differenza di altre piante indoor, sopporta anche temperature molto basse 2-3 °C.
Il Chlorophytum è molto amato e conosciuto per l’elegante fogliame danzante a cascata, nastriforme, di color verde striato di bianco o crema.
Questa pianta Vi regalerà molta soddisfazione perché ogni anno fiorisce all’estremità dei suoi lunghi tralci volanti, sebbene i fiori siano bianchi e piccoli,
dai tralci della pianta nascono nuove piantine, che attecchiscono molto facilmente in acqua o in terra.
Attenzione: le foglie sono assai gradite al gatto di casa: sono commestibili, quindi nessun problema per il gatto ma non altrettanto per la pianta.
Il Chlorophytum è una pianta a prova di principiante: sta ovunque ci sia molta luce, non richiede molta acqua e desidera essere concimata con concime liquido per piante verdi una volta al mese da marzo a settembre.
Si rinvasa ogni 3 anni, in una vaso più capiente, posizionando 2 cm di argilla espansa sul fondo e usando buon terriccio per piante verdi.

I nostri consigli per le potature invernali delle piante

Le potature autunnali e invernali

Ci siamo: da inizio novembre a fine febbraio si apre ufficialmente la grande stagione delle potature!

  • Si inizia con le piante legnose (alberi e arbusti) caducifoglie che, una volta spogliatesi, sono in completo riposo.
  • Tra fine dicembre e tutto gennaio è il periodo dei sempreverdi.
  • Da Febbraio si iniziano le potature delle erbacee perenni (Graminacee incluse) e degli arbusti come le Ortensie che vanno potati più tardi.

L’ attività di Potatura …

La potatura è un’operazione molto rilassante e “scacciapensieri”, rigenerante psicologicamente.
Tuttavia si può trasformare in una tortura se non avete gli attrezzi giusti:
per le piante perché vengono sfilacciate orribilmente con gravi danni sanitari,
per voi che rischiate di farvi male se non usate l’ attrezzo giusto


Attrezzi da potatura di qualità

Il primo comandamento recita:
Al momento dell’acquisto scegliete attrezzi da giardinaggio di alta qualità”.
Qualcuno di voi potrà rispondere: “Ma costano tanto, ed è vero ma vi possiamo garantire che valgono tutti i soldi spesi.

A ogni ramo il suo attrezzo da potatura

Il secondo comandamento dice:
 “Avvaletevi sempre di strumenti di taglioadeguati allo spessore del ramo da potare”.

  •  le semplici forbici per potare o cesoie da giardino vanno bene per fusti fino a 3-4 mm
  •  Per i rami da 0,4 a 1 cm di diametro (es. i rosai) si utilizza il classico potatoio se sono semilegnosi, ma se la lignina abbonda bisogna utilizzare uno strumento superiore.
  • Tra 1 e 3-4 cm di diametro servono un troncarami, nei migliori modelli efficace anche con pochi muscoli, o un segaccio, che arriva a tagliare fino a 10 cm e oltre ma richiede una buona forza o tanta pazienza
  • Dai 10 cm in su (per la potatura dei rami legnosi di alberi) l’attrezzo migliore è la motosega: valutate però se non sia il caso di rivolgersi a un’azienda specializzata, perché è probabile che il taglio vada eseguito in altezza.
  • In alternativa, per rami fino a 4 cm, potete utilizzare un troncarami telescopico (capace in genere di allungarsi fino a 1,5 m), e per tagli di 1 cm di uno svettatoio, una specie di potatoio con prolunga. Non è immediato imparare a manovrarli, ma consentono di potare rametti (per es. dei rampicanti) fino a 3 m circa di altezza senza utilizzare la scala, e quindi riducendo la complessità dell’operazione e il rischio di farsi male.
  • Infine i rametti delle normali piante da siepe si recidono agevolmente con le cesoie da siepe (dette anche “forbicioni”), disponibili anche con prolunga di 80 cm circa, o con la meno faticosa tosasiepi a batteria.

Senza fatica con imodelli a batteria

Infine il terzo comandamento afferma:

Perché fare più fatica quando ne posso fare di meno?”.
 Quando infatti le piante legnose da potare sono tante, com’è il caso di un roseto o di un frutteto, vale la pena di scegliere attrezzi a batteria diminuendo notevolmente la fatica e il tempo dedicato alla potatura

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La potatura estiva delle piante da fiore

Se in aprile avevate realizzato una strepitosa balconata o una spettacolare aiuola utilizzando le piante da fiore annuali o perenni e adesso, sotto il caldo torrido e il sole a picco, le fioriture si sono trasformate in un pallido ricordo (ovvero vi ritrovate con piante allungate, dai rami spelacchiati, restie a produrre nuovi boccioli e quindi prive di colore che non sia il verde pallido e il giallo bruciacchiato) è arrivato il momento di una potatura di remise-en-forme, per godere di nuove e abbondanti fioriture.

Quali piante vanno potate…

Surfinie e petunie, gerani edera (più raramente gli zonali) e bocche di leone sono le piante che, nell’arco del mese di luglio, necessitano di una potatura drastica perché ormai fioriscono svogliatamente.
I primi tre vanno tagliati dimezzando la lunghezza dei rami penduli, mentre alla quarta bisogna recidere lo stelo che portava i fiori fino al secondo paio di rametti laterali (stimolando così la produzione di nuovi fiori).
Dopo la potatura, bisogna concimare bene e con regolarità (scegliete un prodotto liquido idrosolubile come asso di fiori della Cifo) e annaffiare di conseguenza: entro 3 settimane saranno pronti in abbondanza i nuovi fiori.

Eventualmente ci sono anche lantane, plumbago, Solanum da fiore, dipladenia e mandevilla,  gerani parigini, che potrebbero aver esaurito la prima fioritura sotto i raggi cocenti, andando in una sorta di “dormienza vigile”.
In questo caso i rami o i tralci vanno ridotti di un terzo, sempre con una forbice da potatura ben affilata e pulita. In seguito, anche per loro acqua e concime regolari.


Quali piante vanno “spulciate”

Tutte le margherite, Argyranthemum, dalla Bidens all’Echinacea, dall’Osteospermum alla Gazania, dalla Zinnia alla Gaillardia, dalla Coreopsisinterrompono la fioritura per formare i semi.
 I semi si formano se si lasciano i capolini dopo che sono sfioriti.
 Dunque, armatevi di cesoie e  tagliate sistematicamente tutte le infiorescenze appena appassite recidendo il gambo il più in basso possibile, anche alla base tra le foglie.
Il discorso vale anche per le scabiose, le centauree, i garofanini o Dianthus, i tageti, le dalie, petunie e surfinie, gerani o pelargoni, nasturzio o tropeolo, tutte le salvie dalla splendens alla greigi e alla farinosa, la verbena ibrida multicolore, le celosie, l’ibisco esotico, la cosmea o cosmos, le begonie ecc.


I fiori appassiti sono sgradevoli a vedersi

Non è sufficiente sfilare, dove possibile (es. surfinie e petunie) la corolla appassita: così facendo, infatti, rimane il calice che si ingrossa a produrre il frutto con i semi. Bisogna proprio recidere sotto il calice il gambo che porta il fiore sfiorito, e bisogna farlo con una cesoia ben affilata (ideali le forbici cogliuva) per non sfilacciare lo stelo.

Infine, ci sono quelle che vanno sistematicamente private dell’ infiorescenza perché segnerebbe la fine della loro vita da piante annuali: è il caso del Coleus o Solenostemon dalle foglie millecolori e del basilico da cucina in tutte le sue varietà e specie. Se vedete che dall’ apice “montano a fiore”, tagliate semplicemente l’apice; tenetevi pronti a fare altrettanto su tutti i rametti laterali, in successione, perché la pianta ha lo scopo di fiorire e lo persegue con tutte le sue forze.

Quali piante non hanno bisogno di interventi …

Non necessitano di interventi i mesembriantemi o amanti del sole (Delosperma, le portulacche, la sanvitalia e le calibracoe), sono piante che continuano a fiorire ininterrottamente sino a fine estate senza concentrare troppe energie sulla produzione dei minuscoli semi.


lavori estivi nell orto

Lavori Estivi nell’ Orto

 

L’ Orto nei mesi estivi.
Nei mesi di luglio e agosto possiamo approfittare di abbondanti raccolti, infatti in questo periodo molti ortaggi sono nel pieno della loro produzione, come pomodori, melanzane e peperoni, mentre per altri sta volgendo a termine, per questo motivo sono necessari dei rimpiazzi o delle nuove piantumazioni per le produzioni autunnali – invernali.


La semina nel mese di Luglio

sementi orto professionali

Nel mese di luglio si possono riseminare fagioli, fagiolini, biete, zucchini, assicurandoci così un raccolto prolungato di tali ortaggi anche in autunno, fino a che il clima lo permette.
Questa è un’operazione necessaria, perché alcune piante seminate in primavera, durante l’estate possono essere colpite da parassiti che ne determinano la precoce fine della produzione.
Ad esempio gli zucchini possono esser colpiti dall’oidio (mal bianco) che dovremmo andare a trattare con prodotti biologici a base di zolfo, mentre i fagioli e fagiolini, possono essere colpiti da ragnetto rosso, e dovranno essere trattati con prodotti biologici a base di propoli

Una curiosità inerente i fagioli e i fagiolini:
quando si va ad eliminare le piante appassite, sarebbe meglio lasciare le radici interrate, perché su di esse vivono dei batteri che fissano l’azoto nel terreno, questo è utile per aumentare la fertilità del nostro orto.


La piantumazione degli ortaggi autunnali

Nel mese di luglio si possono piantare gli ortaggi autunnali, come cicorie/ radicchi, cavoli, cavolfiori, broccoli, finocchi e porri, li potrete trovare in comode vaschette, per migliorare l’ attechimento ricordatevi di piantarle al mattino presto o meglio ancora di sera e di annaffiatele regolarmente durante le settimane successive al trapianto.
Possiamo incominciare a seminare le rape, operazione che va fatta direttamente nell’orto, ricordandosi di mantenere umido il terreno per favorire la germinazione dei semi, fate attenzione a seminarle nel modo più uniforme possibile per evitare di far nascere in alcuni punti piantine troppo vicine.


La piantumazione delle fragole

Il mese di agosto è il momento giusto per piantare le fragole, potrete scegliere tra due tipologie:

  • quelle unifere caratterizzate da un’abbondante produzione con frutti grandi e dolci nei mesi di maggio-giugno
  • quelle rifiorenti che invece producono fragole leggermente più piccole, molto saporite e dolci, la produzione viene protratta per tutta l’estate, finché non inizia a fare freddo.

Mettendo a dimora le fragole in questo periodo ci assicureremo un’abbondante produzione nella primavera-estate successiva, in media una fragolaia rimane produttiva per 2-3 anni poi è necessario rinnovarla con nuove piantine


I nostri Consigli

  • Luglio e agosto sono i mesi più caldi, ricordatevi di annaffiare abbondantemente le piante nell’orto, evitando di farlo durante le ore più calde della giornata per prevenire scottature dovute alle piccole gocce d’acqua che possono rimanere sulla vegetazione, il momento migliore per farlo è la sera perché così le piante avranno tutta la notte per reidratarsi.
  • Dobbiamo prestare molta attenzione a tutte le brassicacee (cavoli, cavolfiori, broccoli) perché sono soggette agli attaccati della cavolaia, un bruco molto vorace, che si ciba delle tenere foglie. Un’attenta vigilanza ci permette di trovarle in anticipo e di eliminarle manualmente ( se non volgiamo effettuare trattamenti).
  • Ad agosto le piante di indivia e di scarola sono quasi pronte per essere mangiate, per renderle più tenere potrete effettuare “l’imbiancatura” tramite la legatura del cespo o con un vaso capovolto, messo sopra alla piantina.
  • Con l’abbassarsi delle temperature di fine agosto possiamo iniziare a preparare il terreno per la semina della valeriana, dei rapanelli, della lattuga parella e della rucola, così da assicurarci un raccolto invernale di verdura fresca, ricordatevi di farlo in fase di luna calante

 

Anche a fine estate l’orto non si ferma, un continuo susseguirsi di semine e di trapianti che non smette di regalarci squisite prelibatezze!

Nel “Garden Roagna Vivai Cuneo ” troverete tutto il necessario per il vostro orto:
Piantini da orto in vaschetta, sementi, aromatiche, piante da frutto, terriccio per orto bio, vaschette specifiche per creare un orto sul balcone, piccola attrezzatura da orto
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Le farfalle adorano le aromatiche

Le Api e le Farfalle adorano le Aromatiche

Sapevate che le api e le farfalle, e in generale tutti gli insetti impollinatori , vanno pazzi per il nettare delle piante aromatiche?
Assomigliano alla maggior parte degli esseri umani a cui piace la fragranza del basilico o del rosmarino sia nel piatto che sul balcone.
Se volete aiutare gli insetti “buoni”, non c’è niente di meglio di qualche pianta aromatica, da coltivare facilmente in contenitore o in piena terra.

Quali aromatiche scegliere

Le Api Gradiscono

le piante di salvia, rosmarino, origano, timo, maggiorana, santoreggia, lavanda, menta e mentuccia , cedrina o erba limona, melissa sono tutte un ronzio in piena fioritura.

Le Farfalle Amano

Finocchio selvatico, cerfoglio, aneto, anice, cumino trasformano il vostro spazio verde in un Butterfly Garden dalle ali coloratissime.
Aggiungete anche un’erba cipollina (Liliacea), menta e origano e avrete completato il self service per farfalle.


Dove posizionare le aromatiche ?

Tutte le aromatiche sono piante da esterni, quindi posizioniamole sul davanzale, sul balcone, sul terrazzo, in cortile, in giardino o nell’orto, ovunque purché all’esterno. Quasi tutte le aromatiche hanno bisogno del sole pieno, o di almeno 4-5 ore di sole.
Esposte a nord si trovano bene solo il prezzemolo, la melissa e la menta, che non amano il sole pieno.
Con 2-3 ore di sole al giorno resistono unicamente menta, prezzemolo, cerfoglio, melissa, erba cipollina.


Aromatiche in vaso…

Subito dopo l’acquisto è obbligatorio rinvasare la piantina perché il vaso da vivaio è sempre piccolo.
A molti piace l’idea di avere una cassettina che ospita tutte le aromatiche utilizzate: attenzione agli abbinamenti!
In una cassetta da 50 cm di lunghezza possiamo posizionare 3 piantine.
Vi suggeriamo i seguenti abbinamenti in funzione dell’ esposizione:

  • Basilico, santoreggia, finocchietto selvatico
  • Basilico, aneto, perilla
  • Salvia, timo, origano
  • Origano, rosmarino, timo
  • Rosmarino, timo, alloro
  • Rucola, erba cipollina, melissa
  • Menta, prezzemolo, crescione
  • Melissa, rucola, maggiorana
  • Basilico, aneto, finocchietto (quest’ultima ha una durata max di 2 mesi)

Se possibile per il rinvaso utilizzate l’apposito terriccio biologico per piante aromatiche, già ricco dei nutrienti necessari per tutta la bella stagione; in alternativa può andare un mix di metà universale bio e metà piante fiorite bio, oppure metà per piante da orto bio e metà universale bio.
Sul fondo del contenitore, ponete due dita di argilla espansa per assicurare il drenaggio.
Mettete il sottovaso o sottocassetta: in contenitore il rischio di disseccamento del terriccio è molto elevato in estate. Annaffiate con regolarità da aprile a settembre, senza mai infradiciare la terra.
Una volta al mese da aprile a settembre gradiscono una dose di concime liquido per piante aromatiche.


… o in giardino

Le aromatiche perenni legnose preferiscono un terreno ghiaioso e calcareo.
Scavate una buca doppia del pane di terra in larghezza e lunghezza e posizionate sul fondo 5 cm di ghiaia grossa favorendo così il drenaggio.
Riempite la buca con il terriccio per piante aromatiche.
Pressate bene la terra creando una piccola conchetta e annaffiate in abbondanza.
L’ irrigazione dovrà essere regolare per il primo anno in seguito le piante dovrebbero essere autosufficienti, salvo qualche irrigazione nel periodo estivo.


Nel “Garden Roagna Vivai Cuneo ” oltre alle Aromatiche troverete in vendita una vasta selezione di piante d’ appartamento, balcone, terrazzo e giardino.
Fatevi consigliare dal nostro team , seguendovi durante l’ acquisto Vi suggeriranno le soluzioni più adatte per creare il vostro angolo verde o fiorito

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SIEPE Photinia Red Robin

Arbusti per una siepe strong

Chi non ama avere una siepe bella folta, verde, incurante delle intemperie, del caldo e del freddo, e talvolta anche esente da parassiti e malattie?
Per coloro che sognano la siepe perfetta, perché no, anche fiorita e colorata, vi presentiamo 3 arbusti da siepe ideali per la realizzazione di siepi miste o monospecifiche.
Con l’arrivo della primavera potrete trovarle presso il nostro centro di giardinaggio

Eleagnus

L’ eleagno è un arbusto dalla sorprendente fioritura tardiva, i fiori piccoli e poco appariscenti, percepiti grazie al loro fantastico profumo, appaiono solo in settembre e ottobre richiamando a se sciami di api e altri insetti che ancora cercano nutrimento prima dell’ arrivo della stagione fredda.
Il fogliame nelle varietà più diffuse è di colore verde scuro nella pagina superiore e argentato in quella inferiore, ma nelle varietà più particolari saprà sorprendervi con variegature gialle e crema.
Non spaventatevi se le foglioline portate dai nuovi getti primaverili risultano ruvide e punteggiate, è una loro particolare caratteristica.
Verso l’inverno i fiori lasciano il posto ai frutti, piccoli e rosso-argentei molto amici dall’ avifauna soprattutto dai tordi.
Ama una posizioni soleggiate o di mezz’ ombra, sia sulle coste mediterranee che in montagna (in questo caso predilige il pieno sole).
Necessita di irrigazioni almeno durante il primo anno di piantumazione e successivamente solo in caso di estati poco piovose e torride.
Per mantenere la vostra siepe in forma si consiglia di eseguire le operazioni di potatura nei mesi invernali.

Fotinia, rossa scarlatta

La Fotina, è una delle piante da siepi più conosciuta è diffusa forse proprio per le sue caratteristiche estetiche apprezzabili in tutte le stagioni.
In primavera il verde lucido del vecchio fogliame sarà accompagnato dal rosso porpora delle nuove foglie e germogli.
È possibile ricreare questo effetto anche nei mesi estivi eseguendo a circa metà giugno un’operazione di potatura che consentirà la produzione di nuove foglie, ma anche di ottenere una siepe più folta.
 A maggio sbocciano i fiori portati in corimbi bianchi e profumatissimi amici di api e farfalle.
Con l’arrivo del mese di agosto cominceranno a maturare i frutti scarlatti.
È una pianta che resiste molto bene allo smog, al vento (purchè non salmastro), alle basse temperature ma anche al caldo.
È ideale anche per i terrazzi, infatti può essere coltivata facilmente in vasi e vasche anche ad alberello o spalliera.

Lauroceraso, verde e brillante

Piantata dal verde inconfondibile, lucente, priva verde chiaro brillate e successivamente verde bottiglia.
Importante anche la sua magnifica fioritura, tra marzo e aprile con pannocchie formate da tanti piccoli fiorellini bianchi profumati molto frequentati dalle api.
Seguono ai fiori drupe (volgarmente bacche) di colore nerastro simili ad olive, ma velenose.
Nelle siepi, non sempre si possono ammirare i fiori a causa delle potature autunnali e primaverili che limitano i boccioli fiorali.
Tollera benissimo gli interventi di potature che andrebbero realizzate con forbici da potature per evitare di compromettere l’estetica e la salute della pianta.
 A livello colturale, resiste sa al caldo che al freddo, può essere piantumato sia in ombra che al sole e tollerano anche le brezze.


Nel “Garden Roagna Vivai Cuneo ” oltre alle piante da Siepe troverete in vendita una vasta selezione di piante d’ appartamento, balcone, terrazzo e giardino.
Fatevi consigliare dal nostro team , seguendovi durante l’ acquisto Vi suggeriranno le soluzioni più adatte per creare il vostro angolo verde o fiorito

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I frutti del Corniolo

Cornus Mas – Corniolo

Corniolo, pianta dalle mille virtù

Il corniolo, in gergo scientifico Cornus mas, è una pianta ideale per tutti i tipi di giardini.

La vivace fioritura colorerà di giallo il vostro giardino anticipando la primavera.
I fiori infatti possono sbocciare già a metà febbraio quando i rami sono ancora nudi.
Chi ama le api e gli insetti pronubi potrà sfruttare la fioritura del corniolo per attirarne sciami.
Successivamente dopo la comparsa delle foglie, nei mesi estivi, più precisamente in agosto, cominceranno a maturare i piccoli frutti, ovali e scarlatti da cui è possibile ricavare liquori o marmellate.

Il corniolo può essere utile anche per la tintura delle stoffe, la realizzazione di aste in legno molto robuste e per pratiche fitoterapeutiche.
Per evitare spiacevoli sorprese è bene saper distinguere con attenzione il corniole dalle altre specie di Cornus presenti sul territorio sia come piante spontanee che come piante ornamentali, in quanto tossiche o prive i valore fitoterapeutico e gastronomico; tra queste citiamo Cornus sanguinea, Cornus florida e Cornus kousa.


Coltivazione e raccolta

Il Cornus mas è una pianta amante del sole, diffusa anche come pianta spontanea sia in pianura che in collina.
Non ama l’aria salmastra ma ha una buona resistenza al freddo, cresce bene su suoli calcarei ma non troppo asciutti.
Il corniolo è ideale per la realizzazione di siepi miste o anche come pianta singola, in quanto non richiede particolari tipi di potature.
La sua presenza in giardino garantirà sfumature di colori da inizio a fine anno grazie ai suoi fiori gialli, le foglie verdi, i frutti rossi e arancio, ed infine ai suoi rami rosso-bruni.
Foglie e frutti maturi potranno essere raccolti contemporaneamente e dopo averli fatti essiccare al sole dovranno essere conservati in sacchetti di carta e riposti al buio.

Nel “Garden Roagna Vivai Cuneo ” oltre alle piante di Cornus troverete in vendita una vasta selezione di piante d’ appartamento, balcone, terrazzo e giardino.
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Fiori d’ Inverno

Potrebbe sembrare strano, ma anche l’inverno sa regalare sgargianti fioriture!
Dal rosa al giallo passando per il rosso e il bianco, ecco le tonalità che possono colorare il vostro giardino in questa fredda stagione.
Troverete non solo colori ma anche intensi profumi.
Qui di seguito vi presentiamo un rampicante e un arbusto molto particolari perfetti per dare vivacità alla vostra aiuola preferita anche in presenza di un bianco manto nevoso.

Amamelide, il “nocciolo delle streghe”

Elegante arbusto poco esigente dalla precoce e appariscente fioritura.ha una crescita lenta ed a maturità raggiunge dimensioni modeste.
I fiori, gialli, arancio e bordeaux, sbocciano sui rami ancora privi di foglie con petali nastriformi che tendono ad arricciarsi con il freddo.
Alcune varietà, con il tepore del giorno, emanano una leggera fragranza agrumata.
Inoltre nella stagione autunnale colorano il giardino con un fantastico foliage aranciato e rossastro.
Pianta molto rustica, adatta a climi continentali, cresce perfettamente in posizioni soleggiate o di mezz’ombra anche in vaso purchè di dimensioni adeguate.
Per chi desidera mantenerlo di ridotte dimensioni potrà potarlo ma solo dopo la fioritura con parsimonia.

Gelsomino d’inverno

Jasminum nudiflorum chiamato volgarmente “gelsomino nudo” o “gelsomino d’inverno” fiorisce in gennaio-febbraio sui rami spogli ma verdissimi, con piccoli fiori di colore giallo.
Per queste sue caratteristiche si distingue dalle altre specie di Jasminum a fiore bianco e fioritura primaverile ed estiva.
Si tratta di un arbusto sarmentoso, ossia dotato di lunghi fusti (fino a 300 cm) lineari ricadenti o rampicanti.
È una pianta piuttosto rustica, resistente al freddo, ma è meno tollerante al clima mediterraneo tipico delle zone costiere.
Ama posizioni soleggiate e può essere coltivato sia in piena terra che in vaso purché il terreno sia ben drenato.
Non richiede particolari cure, nel caso diventi ingombrante può essere sottoposto a potature anche drastiche possibilmente dopo la fioritura.

Nel “Garden Roagna Vivai Cuneo ” oltre alle piante di Amamelide e Jasminum troverete in vendita una vasta selezione di piante d’ appartamento, balcone, terrazzo e giardino.
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